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Unione Montana Agordina

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


Contenuto

Piano Pluriennale di Sviluppo

Periodo 01.01.2006 - 31.12.2010

Documento integrale Piano pluriennale di sviluppo (Documento in formato .pdf di Adobe Acrobat da 522 Kbyte)

Introduzione

Il Piano Pluriennale di Sviluppo è previsto dall’art. 13 L.R. 19/92  e successive modificazioni. Esso consiste, secondo la definizione normativa, in un piano di sviluppo socio economico di validità quinquennale, da adottarsi in armonia con gli strumenti di programmazione regionale e provinciale.
Deve contenere gli obiettivi fondamentali che la Comunità intende perseguire, l’individuazione degli interventi e degli strumenti idonei alla loro realizzazione.
Il Piano di Sviluppo viene attuato con programmi annuali operativi, che indicano gli interventi previsti e gli oneri di spesa che trovano iscrizione nel bilancio d’esercizio. Questo consente la concreta definizione della programmazione quinquennale, imponendo alla Comunità Montana l’adozione (entro marzo) di piani annuali compatibili con i documenti di bilancio, sottoposti al vaglio della Regione.
Significativa è la disposizione che assegna alla Provincia la competenza per il vaglio del documento programmatorio (precedentemente valutato dalla Regione), in quanto spetta all’Ente provinciale constatare la compatibilità del Piano agli altri strumenti programmatori.
Il Piano è adottato ogni cinque anni dal Consiglio della Comunità, è pubblicato all’Albo di ciascun Comune del territorio per almeno 30 giorni e nei successivi 30 giorni chiunque abbia interesse può presentare osservazioni e opposizioni.
Il Consiglio, esaminate le eventuali osservazioni e opposizioni, trasmette il Piano alla Provincia che lo approva o lo restituisce con richiesta motivata di integrazioni o modifiche.
Al termine di tale iter il Piano deve essere trasmesso alla Regione Veneto.
Il precedente Piano era stato adottato dalla Comunità Montana il 07.12.2000 con delibera di Consiglio comunitario n° 27 e approvato dalla Provincia il 07.05.2001 con deliberazione n° 24/196.
La Giunta presenta all’attenzione del Consiglio un Piano che si inserisce in un periodo che ha già attivato varie forme di consultazione e coinvolgimento degli Enti locali territoriali, in particolare con l’attuazione del Patto Territoriale Dolomiti Venete e la successiva Intesa Programmatica d’Area (IPA).
Il Patto territoriale è un accordo tra soggetti pubblici, economici e sociali per l’individuazione, ai fini di una realizzazione coordinata, di interventi di diversa natura finalizzati alla promozione dello sviluppo locale nelle aree depresse del 
territorio, in linea con gli obiettivi e gli indirizzi allo scopo definiti nel quadro comunitario di sostegno. Il protocollo d’intesa del Patto Territoriale Dolomiti Venete è stato sottoscritto il 05.06.2001 tra Regione e Comunità Montane interessate (Agordina quale soggetto responsabile, Val Boite e Cadore-Longaronese-Zoldo) e successivamente dai Comuni territorialmente competenti. In seguito è stato sottoscritto dalle Associazioni di categoria e dalle Parti Sociali. Grazie all’attivazione del Patto Territoriale, i soggetti pubblici interessati hanno potuto usufruire dei benefici della L.R. 13/99 che finora hanno consentito ai Comuni e Comunità Montane di produrre un consistente parco progetti di cui in gran parte sono state finanziate le opere. Senza la sottoscrizione del patto territoriale nessun Comune agordino avrebbe avuto  la possibilità di accedere ai benefici della misura 1.4 obiettivo 2 (arredo urbano), mancando i 400 punti dati dall’appartenenza al patto.
Il Tavolo di Concertazione del Patto è stato e sarà lo strumento di concertazione e di confronto delle strategie programmatorie del territorio tramite l’intesa tra Enti, Associazioni di Categoria e Parti Sociali.
L’IPA costituisce, nello scenario Regionale, un nuovo strumento della Programmazione. Nella logica della programmazione “dal basso”, (bottom up), l’IPA è lo strumento a disposizione del territorio nel quale sia attivo un Patto Territoriale, per proporre la propria strategia di sviluppo condivisa con la Regione Veneto, in modo che gli interventi ritenuti strategici, possano trovare collocazione nel PAS (Piano Attuativo di Spesa) della Regione e nel PRS (Piano Regionale di Sviluppo).
Nella nostra realtà il Tavolo di Concertazione del Patto è diventato anche Tavolo di Concertazione dell’IPA ed il Direttivo del Tavolo è anche direttivo dell’IPA, consentendo la Legge Regionale di attivare IPA solo là dove ci fossero, attivi, dei Patti. Il Tavolo di Concertazione ha elaborato un Documento Strategico sottoposto alla Regione Veneto; al documento sono collegati gli interventi strategici condivisi da sottoporre al Nucleo Regionale di Valutazione per il successivo inserimento nel PAS.
L’attività recente dell’IPA, della quale è Soggetto Responsabile la Comunità Montana Agordina, è consistita quindi nel procedere alla valutazione degli interventi strategici da proporre alla Regione Veneto e nello stabilire un ordine di priorità tra di essi. L’IPA è stata depositata in Regione all’inizio del mese di dicembre 2004.
Posto che essa rappresenta un documento fondamentale di analisi e valutazione del territorio, ad essa si rimanda e la stessa si allega* alla presente per l’inoltro alla Provincia di Belluno. (*Allegato consultabile sul sito www.dolomitivenete.it)
Nell’attività di coordinamento e propulsione che la Comunità Montana Agordina ha attuato per l’attivazione del Patto e dell’IPA si è garantita la partecipazione di tutti gli Enti al processo programmatorio e di emersione delle esigenze. L’analisi approfondita dei documenti programmatici dei singoli enti, ha delineato il quadro delle esigenze territoriali descritte nel documento IPA e ha portato all’individuazione di una griglia di priorità d’area, sulla quale far convergere l’impegno delle Amministrazioni.
Il Piano che si presenta all’attenzione del Consiglio presuppone e rimanda pertanto (né potrebbe essere diversamente) al grosso sforzo programmatorio che la precedente Amministrazione ha compiuto dal 2001 in avanti.
Per quanto riguarda gli obiettivi generali di piano, la Comunità Montana Agordina così enunciava nello Statuto le proprie finalità:
- agire per la difesa del territorio dai dissesti e squilibri idrogeologici, sia mediante la sistemazione dei corsi d’acqua, sia mediante rimboschimenti e coltivazioni ovunque la stabilità del suolo lo esige, sia mediante il ripristino di malghe e pascoli anche per lo sviluppo della zootecnica, sia creando una viabilità con la funzione primaria di consentire lavori, coltivazioni ed accessi più idonei alla tecnica attuale così da valorizzare il patrimonio agro-silvo-pastorale esistente;
- agire per evitare insediamenti permanenti o periodici anche a carattere prevalentemente od esclusivamente turistico, ove si alteri l’equilibrio idrogeologico, ecologico e sociale e si debbano eseguire opere di urbanizzazione che comportino aggravio anche indiretto per la collettività;
- individuare le zone omogenee che meglio si prestino allo sviluppo turistico, zootecnico, agricolo, artigianale, industriale e commerciale;
- intervenire onde evitare che i necessari investimenti economici determinino o facilitino speculazioni private contrastanti con l’utilità generale;
- favorire, previo esame, iniziative di Enti, Cooperative, Associazioni che non abbiano come scopo precipuo il fine di lucro;
- promuovere, agevolare ed attuare iniziative idonee a tutelare e valorizzare il patrimonio tradizionale di costume, cultura, lingua delle popolazioni locali ed atte a salvaguardare dal depauperamento bellezze naturali ed artistiche, le peculiarità paesaggistico-urbanistiche, le singolarità geologiche, la flora e la fauna della terra agordina.
Scopo ultimo, l’arresto dell’esodo dai territori montani dovuto a emigrazione e il miglioramento della qualità della vita della popolazione nel territorio, nella consapevolezza che solo l’a ttuazione delle iniziative, delle opere e dei servizi che consentano condizioni di salvaguardia e sviluppo socio ambientale rendono tali scopi realizzabili.
L’analisi del documento programmatico riprenderà le tematiche fissate dallo Statuto in fase di rielaborazione e riassumibili nelle seguenti voci:
- difesa del territorio;
- sviluppo sostenibile;
- sostegno dell’associazionismo;
- tutela del patrimonio culturale.

Queste finalità costituiscono il presupposto che induce la Comunità Montana Agordina a porsi i seguenti OBIETTIVI DI SVILUPPO:
1) Salvaguardia dell’equilibrio demografico.
La permanenza delle popolazioni in un quadro di sicurezza e di condizioni di lavoro permanenti rappresentano obiettivo generale necessario a garantire un adeguato equilibrio socio ambientale;
2) Salvaguardia dei valori culturali.
La tutela dei valori locali quali la cultura, le tradizioni, le organizzazioni, la lingua delle singole comunità, unendo le specificità di ciascuna a un progetto unitario.
3) Salvaguardia e valorizzazione delle condizioni ambientali.
L’ambiente montano va salvaguardato in primis garantendo condizioni di sicurezza per le popolazioni residenti ma anche e soprattutto condizioni di vita e prospettive di sviluppo adeguate.
Nel dibattito, spesso pretestuoso, sul ruolo delle Comunità Montane va ribadita la centralità di questi Enti in grado di esercitare importanti funzioni e in particolare:
- garantire il ruolo strategico di difesa e salvaguardia del territorio montano e del suo sviluppo comprensoriale;
- attuare forme di gestione associata di servizi garantendo maggior efficacia economicità ed equità fiscale;
- esercitare un ruolo propulsivo per mantenere alta l’a ttenzione sulle possibilità offerte dai programmi sviluppati con fondi europei, nel periodo 2007-2013.
Tutto quanto precede risulta inevitabilmente condizionato dalla dotazione finanziaria che la Comunità Montana avrà a disposizione; è evidente che rilevanti riduzioni delle risorse finanziarie (per esemplificare il Fondo Montagna contenuto nella finanziaria 2006 è pari a 20 Milioni di Euro, contro i 61.646 del 2003, 34.490 del 2004 e 31 del 2005) possono compromettere l’azione delle Comunità Montane e rischiano di vanificarne le capacità programmatoria e financo operativa.
4) Ulteriori obiettivi di sviluppo sono l’auspicata costituzione:
1. di una Società Agordina che abbia come scopo sociale (es. Agordino Energia S.r.l.) lo sviluppo di energie rinnovabili e risparmio energetico e che veda la partecipazione di tutti i Comuni ed il Consorzio BIM onde creare una massa critica finanziaria atta a muoversi su dimensioni più ampie per cogliere in tempo opportunità che già nel nostro territorio esistono.
2. di un’agenzia di Sviluppo Locale, sulla base di quelle esistenti nelle zone Obiettivo 1 e sui modelli di queste fatti propri anche da alcuni GAL del Veneto organizzati in Agenzia di Sviluppo sulla base di un’Associazione pubblico-privato.

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